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Vèfio – Folk-glossario del dialetto procidano

Vèfio - Folk-glossario del dialetto procidano

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Il dialetto muore: a Procida come ovunque!


Informazioni aggiuntive


Titolo: Vèfio – Folk-glossario del dialetto procidano

Autore: Vittorio Parascandola

Editore: Edizioni Fioranna

Luogo di pubblicazione: Napoli

ISBN: 9788897630487

Pagine: 352

Dimensioni: 17×24

Peso: 0,700 kg

Illustrazioni: b/n

Legatura: brossura

Data di pubblicazione: 24 maggio 2022 (terza edizione)

Collana: ArcipelagoProcida

Lingua: Italiano

Disponibilità:


I mezzi di informazione, i facilitati rapporti umani fuori dal campanile, l’istruzione di massa, portano progressivamente alla formazione di un idioma pianificato, il più uniforme possibile. Eppure il dialetto ha una sua validità, un suo significato insostituibile, un suo fascino. È lo specchio della cultura di un gruppo etnico, l’immagine del suo vivere la vita di tutti i giorni e del suo divenire nel tempo, la testimonianza degli eventi storici che l’hanno interessato.

Ma, come sempre accade, di ciò pare ci si accorga solo oggi che si sta per perderlo, tanto che c’è tutta una fioritura di studi e un rinnovato interesse per il parlare dialettale.

Intitolando Véfio – che in dialetto procidano significa “il muretto di terrazzi e loggiati” dal quale ci si sporge – questo glossario, implicitamente il Parascandola sembra voler indicare ciò al quale ci si può con fiducia appoggiare per sporgersi incontro al vario e incantevole paesaggio, alla selva di gente e di cose che via via si possono rintracciare nella storia e nel folclore procidano.

Un’opera fondamentale per capire lingua, costumi, tradizioni, storia dell’isola.


L’autore – Vittorio Parascandola

(Napoli 1919 – Procida 1993) è stato medico chirurgo, intellettuale, leader politico, giornalista e scrittore. È stato tra i fondatori del periodico locale «Procida Oggi», autore del Vefìo – Folk-glossario del dialetto procidano e di romanzi come L’isola dentro (JN, 1985), La poltrona rossa (Genesi, 1991), e della traduzione del Vangelo di San Marco.

Ha avuto un amore incondizionato per la sua terra: sulla sua tomba volle che fosse inciso “Amò Procida”. La sala consiliare del Comune di Procida gli è dedicata.

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